Si continua a parlare della fusione tra Wind, società con a capo i Russi di Vimpelcom e H3G (Tre) la multinazionale cinese della Hutchison Whampoa, tutto questo con un generale consenso, come se l’accordo fosse la soluzione di tutti i mali che affliggono il settore delle telecomunicazioni italiane.
«La fusione aiuterà la ripresa degli investimenti sulla rete fissa?»
Diciamocelo, NO! La verità che nessuno racconta, è un po’ quella della politica scorretta, che ogni giorno ci viene sbattuta in faccia come necessaria, anche se è chiara alla luce del giorno l’entità del danno che in questo caso procurerà alla concorrenza e al mercato, ..a discapito dei consumatori.
La fusione porterà alla nascita di un triumvirato perfetto (Tim – Vodafone – Wind3), che spinto dagli enormi capitali alle spalle, si spartirà in quote più o meno equivalenti il 90% dell’interno mercato, lasciando agli operatori virtuali (non dimentichiamo che H3G nacque come operatore virtuale), uno scarso 10%, che verrà ben presto soffocato dagli stessi padroni di casa.
Il risultato voluto, sarà quello di un aumento delle tariffe, che oggi gli operatori, H3G e Wind per primi, praticano a suon di prezzi veramente bassi e non più sostenibili. Questa sfida tra i due operatori più aggressivi, spinge anche Vodafone e Tim a mantenere delle offerte con prezzi altamente competitivi, riducendo il margine di guadagno e obbligando quindi le compagnie a introdurre nuovi balzelli per recuperare una parte delle perdite.
«Nel 2014 le compagnie Teleco italiane perdono il 2,5% di introiti»
E se i prezzi minimi saliranno, successivamente i prezzi medi e quelli delle offerte più alte (attualmente le più economiche di tutta Europa), tenderanno a salire e questa tendenza verrà benedetta dagli altri due operatori, che spontaneamente si adegueranno al rialzo pilotato.
Ovviamente ci piace pensare, che la nostra sia una fiaba che come tutti i racconti fantastici, unisce fantasia a un pizzico di verità, ma se in questa novella ci fosse molto più che un’insana predizione?
«Del resto, se il presidente di TIM si complimenta per la riuscita dell’operazione e l’altro grande concorrente, VODAFONE, applaude felice, non venite a dirmi che a beneficiarne saranno i consumatori.»
Il futuro dei grandi numeri è ciò che si prospetta per il prossimo mercato, il monopolio assoluto di un sistema che produrrà non solo telefonate, ma contenuti digitali e informazioni a pagamento, sempre più intrinseche nella vita delle persone. Il meccanismo è in atto in tutta Europa, tra le società di maggiore capitale, che con continue pressioni acquisiscono i piccoli competitor influenti, con l’unico scopo di inibirne qualunque strategia di sviluppo, che possa sfuggire al controllo dei futuri padroni del quarto mercato europeo.

Gabriele Maschio
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