Quanti Giga ti danno per navigare in Europa con 30€? Non ci crederai!

Già da molto tempo parliamo di Europa e dell’aspirazione di realizzare un mercato unico nel settore delle telecomunicazioni, ma c’è ancora tanta strada da percorrere davanti a noi. Sono stati fatti passi importanti, e altri ne arriveranno come ad esempio l’eliminazione delle tariffe in roaming che avranno effetto a partire dall’estate del 2017, ma ci sono ancora differenze significative tra gli operatori e i vari paesi della zona Euro. Grazie ad un interessante studio ora andiamo a vedere quanti Giga possiamo ricevere in Europa in cambio di 30 euro. L’Italia vincerà? Scopriamolo subito.

Il portale Digital Fuel Monitor, ha appena pubblicato un interessante studio che mostra l’evoluzione dei piani dati in Europa (e in altri paesi dell’area OCSE). Per la seconda metà del 2016, mostra chiaramente che 14 paesi composti da 29 diversi operatori, hanno iniziato a promuovere piani dati illimitati. I paesi più fortunati sono Irlanda, Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Germania, Svizzera, Austria, Slovenia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia e Israele.

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In questi paesi, indicati nella mappa di colore fucsia, è quindi possibile già acquistare piani a canone mensile con dati illimitati. E’ però doveroso precisare che alcuni operatori offrono solo alcuni Gigas alla massima velocità 4G, il resto a una velocità molto più lenta. Tuttavia questi paesi lanciano una grande sfida per tutti gli altri, in un mercato delle Teleco che si fa sempre più globale. È interessante notare che nessun paese del Mediterraneo offre piani dati illimitati.

Quanti dati mi offri in cambio di 30€ al mese?

I ragazzi di Digital Fuel Monitor, ci mostrano la quantità di giga che riceviamo in un piano di telefonia mobile, pagando un prezzo di 30 euro al mese. Nell’analisi sono inclusi tutti i piani con almeno 1000 minuti e 1000 SMS. Il paese che offre meno possibilità è la fredda Islanda con 1 GB a cambio di 23 euro. L’Italia è situata giusto nella zona intermedia con 8 GByte per 30 euro al mese.

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Nel frattempo, diversi paesi ci superano ampiamente. In Turchia offrono 15 GB per 26 euro, in Austria 20GB per 29 euro, in Svezia 23 GB per 28 euro, in Regno Unito 30 GB per i medesimi 28 euro. I più bravi, i francesi offrono 50 GB con soli 19 euro, mentre l’Estonia offre 60 GB per 29 euro.

Come in moltissimi altre settori, in Italia abbiamo ancora molta strada da fare, anche se non si sa ancora, cosa ci offrirà nel prossimo futuro la cordata Wind&Tre, che potrebbe ancora ribaltare il medagliere europeo e farci spiccare in vetta con delle offerte strabilianti.

Per il momento godiamoci le nostre splendide giornate italiane, i Finlandesi ci insegnano che vivere al freddo, porta ad essere i più grandi divoratori di Giga ….10GB al mese e questo non è di certo un risultato di cui vantarsi!

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Cosa ne pensi tu della guerra dei dati? Dovrebbero gli operatori italiani essere più pressanti nella battaglia dei Gigas?

 

Fusione Wind e H3g, un lungo passo indietro della concorrenza e del mercato!


Si continua a parlare della fusione tra Wind, società con a capo i Russi di Vimpelcom e H3G (Tre) la multinazionale cinese della Hutchison Whampoa, tutto questo con un generale consenso, come se l’accordo fosse la soluzione di tutti i mali che affliggono il settore delle telecomunicazioni italiane.
«La fusione aiuterà la ripresa degli investimenti sulla rete fissa?»
Diciamocelo, NO! La verità che nessuno racconta, è un po’ quella della politica scorretta, che ogni giorno ci viene sbattuta in faccia come necessaria, anche se è chiara alla luce del giorno l’entità del danno che in questo caso procurerà alla concorrenza e al mercato, ..a discapito dei consumatori.
La fusione porterà alla nascita di un triumvirato perfetto (Tim – Vodafone – Wind3), che spinto dagli enormi capitali alle spalle, si spartirà in quote più o meno equivalenti il 90% dell’interno mercato, lasciando agli operatori virtuali (non dimentichiamo che H3G nacque come operatore virtuale), uno scarso 10%, che verrà ben presto soffocato dagli stessi padroni di casa.
Il risultato voluto, sarà quello di un aumento delle tariffe, che oggi gli operatori, H3G e Wind per primi, praticano a suon di prezzi veramente bassi e non più sostenibili. Questa sfida tra i due operatori più aggressivi, spinge anche Vodafone e Tim a mantenere delle offerte con prezzi altamente competitivi, riducendo il margine di guadagno e obbligando quindi le compagnie a introdurre nuovi balzelli per recuperare una parte delle perdite.
«Nel 2014 le compagnie Teleco italiane perdono il 2,5% di introiti»
E se i prezzi minimi saliranno, successivamente i prezzi medi e quelli delle offerte più alte (attualmente le più economiche di tutta Europa), tenderanno a salire e questa tendenza verrà benedetta dagli altri due operatori, che spontaneamente si adegueranno al rialzo pilotato.
Ovviamente ci piace pensare, che la nostra sia una fiaba che come tutti i racconti fantastici, unisce fantasia a un pizzico di verità, ma se in questa novella ci fosse molto più che un’insana predizione?
«Del resto, se il presidente di TIM si complimenta per la riuscita dell’operazione e l’altro grande concorrente, VODAFONE, applaude felice, non venite a dirmi che a beneficiarne saranno i consumatori.»
Il futuro dei grandi numeri è ciò che si prospetta per il prossimo mercato, il monopolio assoluto di un sistema che produrrà non solo telefonate, ma contenuti digitali e informazioni a pagamento, sempre più intrinseche nella vita delle persone. Il meccanismo è in atto in tutta Europa, tra le società di maggiore capitale, che con continue pressioni acquisiscono i piccoli competitor influenti, con l’unico scopo di inibirne qualunque strategia di sviluppo, che possa sfuggire al controllo dei futuri padroni del quarto mercato europeo.

Gabriele Maschio

Fatture .zip spedite via e-mail, il consiglio è cestinare!

Da alcuni giorni ci stanno pervenendo delle segnalazioni in merito alla ricezione di e-mail con oggetto il “sollecito di un pagamento” con un allegato in formato “.zip”, provenienti da indirizzi di posta collegati ai più noti operatori di telefonia mobile italiana.

Alcuni dei nostri clienti, riconoscendo il proprio operatore di telefonia, hanno aperto l’archivio, accorgendosi che al suo interno non vi è alcun documento, bensì un un file che ha le parvenze di un effimero “virus”.

La due rassicurazioni che vi possiamo dare, per identificare agevolmente il vero dal falso sono:

1) gli operatori non inviano MAI la copia della fattura in un archivio compresso, piuttosto nel formato leggibile più riconosciuto che è appunto il “.pdf”.

2) Il mittente non è mai l’indirizzo di posta completo esempio@telecomitalia.it, bensì un “Testo”, che per esempio potrebbe essere “Telecom Italia invio fattura”.

Considerati questi due accorgimenti di base, che aiutano ma non garantiscono al 100% che l’e-mail sia proprio proveniente dall’operatore, un ulteriore controllo potrebbe essere quello della “cadenza temporale” con cui ricevete le comunicazioni, scartando a priori una richiesta di pagamento fuori periodo (bimestrale), oppure richiesta di pagamento in addebito su “carta di credito” avendo voi attivo l’addebito diretto sul conto corrente bancario. Bene, presi questi accorgimenti siete già tutelati da possibili truffe.

Se avete ricevuto una mail che si identifica in quanto finora scritto e l’avete aperta, continuate con la lettura, altrimenti per gli altri l’articolo termina qua, avendo compreso quando accettare una mail e quando invece “cestinarla”.

Dicevamo che non basta ricevere una mail per accusare danni ai computer, l’infezione con un virus “vero e proprio”, avviene da un’azione che fai, che è appunto quella di aprire l’archivio e attivare il file mascherato tramite un allegato all’e-mail.
Gli allegati più comuni che contengono virus sono programmi ( .Com, .Exe, .Vbs, .Zip, .Scr, .Dll, .Pif, .Js); il modo più sicuro per evitarli è soltanto quello di non aprire allegati di posta elettronica, non solo provenienti da indirizzi sconosciuti, ma che evidentemente hanno allegato un file che termina per
una di queste estensioni. Prestate attenzione anche alle doppie desinenze, alcuni file nascondo la loro vera estensione, con l’aggiunta di due differenti una dopo l’altra, come per esempio “PLAYISERVICE.TXT.VBS” siate più vispi della Teresa..e non fatevi infinocchiare.

Se non si conosce il mittente e se il testo della mail è sospetta o in inglese, basta eliminare l’e-mail per stare tranquilli. Non considerare un allegato come attendibile soltanto perchè proviene da un contatto illustre come quello di “Vodafone”, “Tim”, “Wind” o qualche altro riferimento conosciuto, in quanto c’è probabilità che questi sia stato infettato ed il virus si sia replicato, utilizzando i loro domini per diffondersi rapidamente.

Vi allego un esempio concreto di un allegato e-mail non attendibile per un ipotetico “MMS RICEVUTO”. Se lo avessi ricevuto tu, Quali dubbi ti sarebbero sorti?

a) il mittente è un indirizzo e non un nome.

b) il corpo del testo HTML è evidentemente “sconquassato”, “Vodafone-Team”???

c) infine l’allegato, è evidentemente un file di quelli dannosi, .zip che si spaccia per un .jpeg conosciuto da tutti come l’estensione delle immagini.

Morale: Eliminarla immediatamente e svuotare il cestino!

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Oltre al buon senso quindi, consiglio di verificare sempre la fonte di qualsiasi messaggio prima di agire e fare molta attenzione ad aprire gli allegati. Concludo consigliando di tenere obbligatoriamente installato sul computer un antivirus che si aggiorni regolarmente e se avete un Mac, ricordatevi che non siete totalmente fuori pericolo. L’hacker è esperto e molto preparato e colpisce chi non è esperto, non basta avere un Apple per conquistare ad honorem il gagliardetto evolutivo.

Decreto concorrenza: Chiarezza sulle penali per recesso

Molta moltissima confusione, si sta facendo in questi giorni sul nuovo decreto legge sulla concorrenza,  e sul tema delle penali per recesso anticipato, modificate, perché non si può decisamente affermare che siano state eliminate, con il precedente DL 07/2007, più comunemente conosciuto come : Decreto Bersani.

In una nota spiegata oggi dal Mise, riportata dalle principali testate giornalistiche, è chiaramente citato, che dopo la denuncia di Altroconsumo riportata da Repubblica.it, non sono previste penali per cambiare gestore, e che il nuovo regolamento ha lo scopo di definire meglio i limiti delle penali “già esistenti” per il recesso da offerte e promozioni.

Tutti noi già sappiamo, che il precedente decreto, modificava l’autorità delle compagnie ad applicare a sentimento, un corrispettivo di recesso anticipato e fissava un tetto massimo di 83,33 euro ie, qualora l’operatore potesse motivare di aver sostenuto un costo per l’attivazione del servizio. Da quel momento le compagnie telefoniche, in particolar modo, hanno variato i loro contratti inserendo un costo di attivazione e gestione pratiche, addebitato esclusivamente nel caso il cliente recedesse prima del periodo di permanenza indicato nel contratto e a titolo esclusivo di “recupero costi sostenuti per l’attivazione del profilo“. Al fine di poter demotivare maggiormente il passaggio ad altro operatore, hanno agito commercialmente, offrendo a costi scontati apparati in vendita rateale che permettessero in una sola mossa di aumentare il valore di recesso, dovuto al costo dello smartphone e i vincoli di permanenza (fino a 36 mesi).

Leggendo quanto introdotto nel nuovo decreto legge sulla concorrenza e conoscendo l’abilità con cui gli operatori si sono divincolati tra le normative, pensiamo che il nuovo regolamento non aggiunga nulla a quanto già esistente e che “costo promozione” o “costo attivazione”, siano facilmente interpretabili al fine comune di estorcere una determinata somma. Tuttavia ci sono alcuni accorgimenti, che se interpretati con intelligenza, possano trasformarsi in un punto a favore dei consumatori. Cit.:

“In primo luogo viene fissato un tetto massimo di 24 mesi alla durata delle promozioni”;

“In secondo luogo stabilisce che le eventuali penali, già esistenti nelle promozioni, devono rispettare una serie di stringenti requisiti di trasparenza sia verso il cliente, sia verso il regolatore. In particolare, l’operatore dovrà fornire al consumatore informazione esaustiva in merito all’esistenza e all’entità di costi d’uscita o di un nuovo vincolo contrattuale a seguito di accettazione da parte dell’utente di una promozione, condizione che oggi spesso non avviene. Dovrà inoltre spiegarne analiticamente al Garante delle comunicazioni, sulla base dei costi effettivamente sostenuti, la giustificazione”;

“In terzo luogo, la norma impone che i costi d’uscita siano proporzionali al valore del contratto e alla durata residua della promozione. In questo caso il cliente sarà soggetto al pagamento di un importo ridotto nel caso receda ad un giorno dalla scadenza. A come stanno le regole oggi, se un cliente recede al primo giorno di contratto, o all’ultimo, paga l’importo totale”.

In sostanza, l’effetto delle misure introdotte a favore dei consumatori è quello di chiarire un aspetto precedentemente non definito nella sua completezza, offrendo un modello più equo di determinazione del rischio. A nostro giudizio, ci sembra una mossa positiva, speriamo che la burocrazia italiana non intervenga anche questa volta per portare la sua confusione.

 

Come contattare gli operatori telefonici

Quando abbiamo un problema, tutti noi cerchiamo di contattare quanto prima il servizio assistenza del nostro gestore telefonico, nell’augurio di poter in primis riuscire a parlare con un operatore e che lo stesso riesca a fornirci l’assistenza di cui abbiamo bisogno.

In questo articolo «non» ti suggeriremo quali siano le combinazioni di tasti corrette per oltrepassare l’odioso risponditore automatico, perché i servizi di assistenza automatizzati sono soggetti a frequenti variazioni, dovute anche al carico delle linee in differenti orari e le combinazioni di numeri, potrebbero quindi essere già cambiate alla pubblicazione dell’articolo.

Ci limiteremo a condividere un’ordinata agenda, con i contatti, numeri e indirizzi legali, divisi per operatore, affinché tu riesca facilmente a recuperare le informazioni nel caso ne avessi bisogno.

 


Numeri Verdi business: 42323 da cellulare Vodafone o 800 227755 da fisso,
dalle 8 alle 24 – 7 giorni su 7.
Numero Verde per privati: 190 – dalle 8 alle 24 – 7 giorni su 7.
Numero telefonico assistenza clienti se ti trovi all’estero: +39 349 2000190 – valido sia per i privati che per le aziende.

Fax per clienti P.IVA: 800 034622 Fax per clienti privati: 800 034626

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: Vodafone Omnitel B.V. Casella Postale 190 Ivrea 10015 Torino

 


Numero Verde business: 191 – sia da cellulare Tim che da fisso, 24 ore su 24 – 7 giorni su 7. 
Numero Verde per privati:
119 – 24 ore su 24 – 7 giorni su 7.
Numero assistenza clienti se ti trovi all’estero: +39 335 8976120 – valido sia per i privati che per le aziende.

Fax per clienti P.IVA : 800 423131 Fax per clienti privati: 800 600119

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: Servizio clienti Tim c/o Abramo Custumer Care spa casella postale 500 – 88900 Crotone (KR)

 


Numero Verde business: 139 – sia da cellulare 3 che da fisso, dalle 9 alle 22 – 7 giorni su 7. Per avere informazioni sulle offerte e le promozioni. Il servizio, dedicato alle aziende e ai professionisti e con accesso immediato all’operatore.
Numero (a pagamento) per privati: 133 – dalle 9 alle 22 – 7 giorni su 7.
Numero assistenza clienti se ti trovi all’estero: +39 393 3934077 valido sia per privati che per aziende.
Numero telefonico per i clienti ricaricabili, per ricaricare, credito residuo, bonus, soglie, opzioni tariffarie, autoricarica: 4030 (dall’estero +39 393 3934034)
Numero telefonico per i clienti abbonamento privato per conoscere lo stato delle soglie del tuo piano tariffario: 4034 (dall’estero +39 393 393 4034)
Numero telefonico per avere informazioni sul tuo piano tariffario, gestire in autonomia servizi ed opzioni: 4040
Numero telefonico per aziende o p.iva per conoscere lo stato delle soglie del tuo piano tariffario: 4039 (dall’estero + 39 393 393 4039)
Numero telefonico per impostare e modificare gratuitamente la soglia di spesa per il traffico internet in Europa: 4077 (dall’estero + 39 393 3934077 anche per ricaricare e parlare gratuitamente con un
operatore)
Numero telefonico per sospendere la tua usim in caso di smarrimento: 800 832323 (dal’estero + 39 393 3934077)
Numero Verde per assistenza tecnica per I Phone o I Pad o BlackBerry: 800179797

Fax per clienti P.IVA: 800 179800 Fax per clienti privati: 800 179600

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: H3G ITALIA casella postale 133 Cinecittà ROMA

 


Numero Verde business: 1928 – sia da cellulare Wind che da fisso Infostrada
e Telecom, dalle 8 alle 20 7 giorni su 7.
Numero Verde per privati: 155 – da cellulare Wind che da fisso Infostrada e Telecom, dalle 8 alle
20 – 7 giorni su 7.
Numero assistenza clienti se ti trovi all’estero: +393205000199

Fax per clienti P.IVA: 1788001928 Fax per clienti privati: non disponibile
Controllo traffico residuo per abbonamenti telefonici aziendali/privati:
Numero per controllare il traffico telefonico speso/residuo: inviando un SMS gratuito al 4159 con il testo: verifica traffico incluso.
Per abbonamenti telefonici privati (consumer) mandare un sms al 4155 con scritto: SALDO

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: Wind Telecomunicazioni SPA Casella postale 14155 Ufficio Postale Milano 65 – 20152 MI

 


Numero Verde: 191 – 24 ore su 24 – 7 giorni su 7.
Numero Verde per privati: 187 – dalle 8 alle 24 – 7 giorni su 7.
Numero Verde solo per assistenza ADSL Business: 800102120

Fax per clienti P.IVA: 800 000 191 Fax per clienti privati: 800 000 187

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: Telecom Italia SPA Servizio Clienti Business Casella Postale 218 Asti 14100 – per privati la casella postale è 211, il resto è identico.

 

Numero Verde: 192192 – 192193 – 24 ore su 24 – 7 giorni su 7.
Centralino sede Amministrativa: 02 45451

Fax privati/aziende: 02 45455677 Fax sede amministrativa: 02 45454811

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: Fastweb Italia via Francesco Caracciolo 51 – 20155 Milano

 

Numero Verde: 155 – gratis da cellulare Wind, Infostrada e Telecom, 24 ore su 24, tutti i giorni.

Fax: 800 915877

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: Wind Telecomunicazioni SPA Casella postale 14155 Ufficio Postale Milano 65 – 20152 MI

 

Numero Verde: 195
Fax privati/aziende: 800 919099

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: BT ITALIA via Ugo la Malfa 75/77 – 90146 Palermo


Numero Verde: 192130/892130 – dalle 9 alle 20 – dal lunedì al
Venerdì.
Numero Verde per privati: 130 – dalle 9 alle 23 – 7 giorni su 7.
Numero Verde per guasti: 800 709970
Fax privati/aziende: 800 910032

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: Tiscali –Via Monastir 220/222 – 09122 Cagliari

 

Numero Verde: 1922 o 848 991022, dalle 7:30 alle 23:30 tutti i giorni.

Fax: 800991026

Indirizzo Amministrativo per disdette, reclami, subentri e simili: TELETU casella postale 1022 88046 Sa Pietro lametino CZ

Ti consigliamo per disdire un qualunque numero fisso o mobile occorre sempre fare una raccomandata con ricevuta di ritorno agli indirizzi che trovate sopra allegando un documento di identità valido dell’intestatario della linea. Solo per Telecom Italia, l’invio del Fax è riconosciuto come disdetta. La raccomandata è comunque sempre consigliata per dare una tracciabilità giuridica della precisa data di richiesta.
Il gestore ha 30 giorni di tempo per per cessare la linea, se non lo fa per legge potete non pagare più la bolletta. Ricordatevi che nemmeno telefonare al numero di assistenza del gestore è valevole legalmente ai fini di disdetta, perché la richiesta diventa difficilmente rintracciabile nel caso vi sia successivamente un contenzioso, bisogna sempre spedire una raccomandata.

Naturalmente tutti gli operatori hanno anche dei canali social che permettono di ricevere assistenza via computer, smartphone o tablet. Su Facebook puoi rivolgerti alla pagina ufficiale dell’operatore e richiedere supporto cliccando sull’apposita scheda. Tuttavia ti consigliamo di scegliere il metodo di contatto più opportuno al livello di importanza della richiesta, se sei alla disperata ricerca di un rimborso, o vuoi disdire un servizio costoso, forse il modo più opportuno è ancora quello per iscritto.

Bolletta salata per dati all’estero: ecco come contestare

Si fa sempre più importante il numero di clienti che ci chiede aiuto dopo aver ricevuto una fattura esorbitante al ritorno da un viaggio all’estero e le conseguenze per molti sono veramente pesanti. Prima di spiegare il modo giusto di intervenire per recuperare la somma spesa, ci teniamo a precisare, che qualsiasi utilizzo di una qualsivoglia applicazione al di fuori della rete Wi-Fi, genera un addebito sulla vostra sim. Applicazioni come WhatsApp, FaceTime, Skype o Facebook in alcuni casi possono generare in pochi minuti traffico dati per decine di Megabyte, che si traducono in una spesa superiore alle centinaia di euro, se la navigazione avviene al di fuori della zona UE.

Ricorda quindi che «Se stai usando i dati del cellulare in roaming, di norma riceverai un addebito dal fornitore di servizi mobili».

I sistemi operativi degli Smartphone ti vengono in soccorso nel caso tu non sappia come ripararti da questo pericolo. Prima di tutto ti consigliamo di agire, ancora prima della partenza e inibire la navigazione dati in roaming, così facendo sarai assolutamente al riparo da ogni pericolo e l’utilizzo di ogni applicazione che richieda una connessione internet sarà abilitata esclusivamente nel caso tu sia connesso ad una rete Wi-Fi.

Per disabilitare il traffico dati in roaming da un dispositivo con software Android ti invitiamo a seguire questa procedura:

  1. vai su Impostazioni
  2. dalla sezione Wireless e reti scegli Altro…
  3. fai tap su Reti mobili
  4. su Impostazioni reti mobili assicurati che la voce Roaming dati sia disattivata come da figura sotto

Mentre se sei in possesso di un Apple, che sia un tablet iPad o un iPhone, puoi seguire questa:

  1. vai su Impostazioni
  2. Cellulare se usi un iPhone…o Dati cellulare se usi un iPad
  3. assicurati che la voce Roaming dati sia disattivata come da figura sotto

questa semplice procedura, ti permette di disabilitare completamente l’uso dei dati all’estero ed è la più consigliata. Per i più esperti, navigando tra i menu che troverete nelle sezioni che sopra vi abbiamo indicato, è possibile scegliere quale singola applicazione lasciare attiva e quale “spegnere”, con il fine di permettere la ricezione dei messaggi che riteniamo “vitali” e inibire tutti gli altri.

Tuttavia il nostro post ha lo scopo di aiutarvi a prevenire totalmente la spesa inutile e nel caso sia già troppo tardi, comprendere come ovviare all’addebito per “Bill Shock”. Il Bill Shock o fattura pazza, è spesso associato ad un uso abbondante del traffico dati, che genera un costo aggiuntivo dovuto all’addebito a consumo superate le soglie a contratto. Per la navigazione in territorio nazionale, quasi tutti gli operatori permettono, al superamento delle soglie di traffico consentite, di continuare a navigare riducendo solamente le velocità, ma senza alcun addebito aggiuntivo. Diversamente accade per il traffico sviluppato all’estero dove la legge prevede delle norme specifiche per tutelare il consumatore, eccole nel dettaglio.

Si fa riferimento alla Delibera 3206/10/CONS che potete scaricare a questo link e che contiene una serie di misure atte a tutelare l’utente circa le variazioni di tariffe e la situazione dei consumi.

E’ obbligo della compagnia telefonica informare il cliente:

  • Al raggiungimento della soglia massima di consumo,
  • Del passaggio a tariffe diverse indicandone altresì i prezzi
  • Avvertirlo del blocco futuro della navigazione per raggiungimento limite di spesa,

Dal 1 Gennaio 2011 le soglie di limite per il traffico dati nazionale e per il traffico dati in roaming sono così impostate:

  • limite di 50 euro per il traffico dati nazionale per i clienti privati, 150 euro per i clienti business,
  • limite di 50 euro è invece impostato per le condizioni di roaming sia nei paesi dell’Unione europea che per i paesi extra Europa, indipendentemente dalla tipologia di contratto, sia privato che business.

Il meccanismo prevede che al superamento della soglia, il cliente riceva un messaggio dove è necessaria un’azione da parte dell’utente (rispondere SI a quel messaggio), per continuare a navigare. Nel caso in cui la navigazione non sia inibita dalla compagnia, o non via sia alcun consenso documentabile che l’utente abbia ricevuto il messaggio di avviso, ogni importo eccedente la somma indicata nella delibera è quindi possibile di storno.

In tutti i casi in cui si riscontrano delle discordanze o delle anomalie di addebito, si può procedere con una contestazione per addebito scorretto traffico dati in roaming. Le contestazioni dovranno essere anticipate al numero di Fax dell’operatore e in seguito inviate in Raccomandata con ricevuta di ritorno e dovranno obbligatoriamente affermare che l’utente non ha mai ricevuto il messaggio di blocco, ne tantomeno autorizzato consensualmente il prosieguo della navigazione. Solo in questo caso la compagnia potrà verificare l’addebito e procedere con il rimborso successivo della spesa.

Attenzione, per tutte quelle persone che non hanno memoria! molti operatori sebbene si sarebbero già dovuti adeguare, non hanno ancora ottemperato alle disposizioni e spesso i messaggi di blocco non vengono regolarmente consegnati al vostro dispositivo. Fatene quindi un ponderato e onesto uso di questa informazione.

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Striscia la notizia, torna sul problema degli addebiti per Servizi Interattivi!

Il 4 Gennaio Angel Group vi aveva postato un’indagine, che dimostrava l’abitudine scorretta delle compagnie telefoniche di autorizzare l’addebito di abbonamenti settimanali, senza un diretto consenso e in seguito il modo di bloccare tale emorragia.

Vi ricordiamo che in caso di importi elevati e dove l’operatore non intenda rimborsare tali costi, potete chiedere aiuto al “Movimento Consumatori”, che si incaricherà per vostro conto di procedere con la richiesta di indennizzo. Il servizio prevede un costo d’iscrizione annuale al movimento di 35 euro, da versare sul conto corrente postale a loro intestato, trovate il modulo di adesione cliccando sul link che trovate alla fine dell’articolo.

!! ATTENZIONE !!
Abbiamo avuto modo di apprendere da una testata giornalistica locale poco attenta a valutare la provenienza delle informazioni, che ci sono ditte che si pubblicizzano “Uffici convenzionati del Movimento Consumatori”, con il fine di ottenere maggiore visibilità commerciale.
Ci dispiace farvi sapere, che non esistono in provincia di Belluno e Treviso, collaborazioni autorizzate con mandato scritto e che non dovrebbe essere chiesta alcuna somma aggiuntiva a quella sopra indicata. Nel caso ciò accada, il cliente ha il dovere di segnalare l’accaduto direttamente alla segreteria nazionale del movimento.

L’Associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà civile, sopravvivendo delle donazioni che ricevono dai clienti soddisfatti. Condanniamo quindi ogni forma atta esclusivamente a pubblicizzarsi per un effimero arricchimento personale.